The Dream Machine, Capitoli 1 / 2 / 3 – Recensione
Genere: Avventura Grafica, Punta e Clicca
Punti di Forza
Punti Deboli
Arte e sogni: due punti mica male sui quali fondare un videogioco. Questo è ciò che devono avere pensato i due creatori di The Dream Machine, avventura grafica in 5 episodi dove la realizzazione tecnica diventa parte integrante della bellezza del gioco stesso. Vediamo dunque di iniziare un viaggio in questo mondo onirico, gioia per [...]
Arte e sogni: due punti mica male sui quali fondare un videogioco. Questo è ciò che devono avere pensato i due creatori di The Dream Machine, avventura grafica in 5 episodi dove la realizzazione tecnica diventa parte integrante della bellezza del gioco stesso. Vediamo dunque di iniziare un viaggio in questo mondo onirico, gioia per gli occhi, ma piaga per le nostre orecchie.
PUPAZZI D’EFFETTO
Credo di avere ormai perso il conto di tutte le volte in cui affermo che i personaggi di un tale gioco X siano modellati come se fossero dei pupazzi… ebbene questa volta non potrò esimermi dal farlo notare, dato che lo sono veramente !
L’intero adventure game è stato infatti realizzato con ambienti e protagonisti interamente costruiti a mano e successivamente animati con tecniche di stop-motion, ovvero con fotografie successive per realizzare i vari frame, un po’ come capitò con The Neverhood: allora si trattava di plastilina, mentre qui ogni cosa è modellata con materiali quali creta, carta, legno e tessuto; un lavoro incredibile, ma dalla sorprendente resa finale, che bene si adatta ai contenuti onirici del prodotto. Vogliamo poi parlare della fantastica acconciatura del protagonista, mezza su e mezza rasata? No, forse è meglio di no. Spesso poi avremo modo di interagire con oggetti reali davvero ben realizzati in piccolo, così come i libri da sfogliare, che mi hanno riportato addirittura ai tempi di Myst.
MAI FIDARSI DEL PADRONE DI CASA
Ecco, questo potrebbe essere un giusto sottotitolo, dato che la storia parte proprio da una esperienza condominiale: Victor, il protagonista della storia, si è trasferito da poco con la moglie incinta Alicia in un nuovo appartamento, trovandosi a spacchettare mobili, incontrare il nuovo vicinato… insomma tutte le azioni del caso. Ecco che però accade qualcosa di strano: l’inquilino precedente lascia un messaggio inquietante in un portacenere, dove si parla della presenza di una strana macchina nascosta nell’edificio, una macchina che scopriremo essere un ponte tra il mondo reale e quello dei sogni; il problema sta però nel fatto che tale macchinario non è solo potente, è anche… vivo!
Un momento del nostro primo viaggio nel mondo dei sogni: fatemi dire quanto sia davvero inquietante la statua alle spalle di Victor, soprattutto dato che ci seguirà con lo sguardo!
Ed ovviamente intenzionato a portare nel sonno eterno giusto l’intero genere umano, per costruire un mondo onirico di gigantesche proporzioni, in continuo bilanciarsi tra gli spazi lasciati liberi dai morti e le neo creazioni dei vivi. Unica nostra chance per bloccarlo sarà entrare all’interno dei sogni dei principali personaggi e sconfiggere i grossi tentacoloni che danno energia al perfido rottame. Ma come è riuscito ad assumere una coscienza? E perché mai il nostro padrone di casa pare avere contribuito alla sua stessa realizzazione (oltre che fare il guardone ficcando telecamere nelle camere da letto di tutti gli alloggi)? A noi tutte queste scoperte, in un ritmo che diventa sempre meglio cadenzato, e che ci spinge a volere proseguire nel filo della trama; a contribuire vi è poi l’idea dell’esplorazione dei sogni, che non può non portarmi alla mente Psychonauts, sfruttata in modo intelligente con alcuni colpi di genio tipo statue giganti parlanti, passeggiate nelle nuvole e momenti surreali, del tutto surreali.
A supporto della narrazione vi sono poi ovviamente gli enigmi, spesso basati su piccole quantità di oggetti da portarci appresso, ma che risultano in alcuni casi originali e con la giusta lateralità di pensiero: una piccola chicca per tutti gli amanti del genere, insomma, e che diventeranno sempre più articolati e ricchi di combinazioni mano a mano che la storia prosegue. Un avventura che poi, senza troppo spoilerare, non lesina scene particolarmente “forti”, questo in special modo nel finale del terzo capitolo: quando arriverete a “quella stanza” avrete capito di cosa stia parlando, e mi darete ragione.
SPEGNERE LE CUFFIE, GRAZIE
Certi ambienti lasciano ad occhi aperti, come la nave da crociera popolata di nostri cloni… se quelli sono davvero stecchi di ghiacciolo mi prostro umilmente davanti alla fantasia svedese!
Io ancora adesso sono irritato. Ma perché, perché un gioco dalle atmosfere così sceniche e tecnica sopraffina, con rompicapi bene integrati e persino una storia accattivante, deve perdersi di impatto per un bug sonoro? No, non sto parlando delle musiche, che seppure di medio livello bene si adattano ai vari scenari, ma del parlato: in modo anche piuttosto inquietante, tutti e ripeto TUTTI i personaggi, uomini e donne, giovani e vecchi, sono doppiati da un lettore vocale: questa scelta, che non so da cosa sia dipesa, forse dal budget ristretto o chi lo sa, ha trasformato chiunque nel gioco in una sorta di robot privo di pathos. Purtroppo però questo sistema è pure male realizzato, dato che ogni volta che sceglieremo una opzione di dialogo, o scivolando col puntatore su una qualsiasi riga del parlato, questo lettore la pronuncerà interamente anche se noi avremo saltato quella verbale: il risultato? Una sorta di tappeto sonoro metallico di parole che non coincidono con quello che stiamo leggendo sullo schermo, causando ripetizioni davvero irritanti. Spegnete l’audio e godetevi la bellezza di questo titolo, è un consiglio.
Commento Finale
Peccato solo per qualche bug di troppo che mi ha costretto almeno 3 volte a chiudere e riavviare l’ultimo salvataggio, senza arrivare poi a parlare del lettore vocale, davvero terribile. Ma in fondo ora il lavoro è semplice: se la creativa coppia svedese riuscirà una volta pubblicati anche i due capitoli rimanenti a pulire un po’ il codice e le interazioni, più dare un doppiaggio umano al tutto, usando anche amici e parenti, allora potrò davvero parlare di piccolo capolavoro; ad ora, questi ostacoli a parte, The Dream Machine è in grado di regalare in ogni caso una esperienza di gioco davvero intensa. E poi non posso non sapere come va a finire la storia dopo gli eventi dell’ultimo capitolo, quindi ci rivediamo per i prossimi due !




























































