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The Baconing

 
The Baconing Cover
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Dettagli Gioco
 

Genere: ,
 
Publisher:
 
Sviluppatore:
 
PEGI:
 
Piattaforme: , ,
 
Data di Uscita: 31 Agosto 2011
 
Sito Ufficiale: http://www.thebaconing.com/
 
Distributore: Xbox Live/Steam
 
Prezzo: 1200MP/14.99€
 
Grafica
7.0


 
Sonoro
6.0


 
Giocabilità
6.5


 
Carisma
6.5


 
Longevità
6.5


 
Total Score
6.5
6.5/ 10


User Rating
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Punti di Forza


Atmosfera Unica

Punti Deboli


Un po' ripetitivo


Estratto

Nuovo appuntamento con la serie di DeathSpank dei ragazzi di Hothead Games. Dopo il primo episodio uscito nel corso del 2010 e seguito a ruota dal seguito (in realtà una seconda parte del gioco) DeathSpank: Thongs of Virtue dopo pochi mesi. La formula di questi giochi distribuiti solo in digitale via Steam, PlayStation Network e [...]

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Posted 1 ottobre 2011 by

 
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Nuovo appuntamento con la serie di DeathSpank dei ragazzi di Hothead Games. Dopo il primo episodio uscito nel corso del 2010 e seguito a ruota dal seguito (in realtà una seconda parte del gioco) DeathSpank: Thongs of Virtue dopo pochi mesi. La formula di questi giochi distribuiti solo in digitale via Steam, PlayStation Network e Xbox Live Arcade, è pressoché semplicissima. Si tratta di un hack’n slash che ricorda Diablo da vicino anche se condito da personaggi parecchio sopra le righe, battute denominate da un humor tagliente e una serie di armi e power up fuori di testa. A tutto ciò aggiungiamo una trama che se non brilla per profondità, almeno è divertente e tiene incollati allo schermo se non altro per vedere come risolve i problemi il nostro Spank.

The Baconing è un po’ seguito e un po’ spin-off della serie, ritroviamo tutte le caratteristiche chiave della saga che nel corso del tempo ha perso qualche pezzo per strada, come il supporto di Electronic Arts e soprattutto la guida del team da parte di Ron Gilbert, vero artista e guru dell’intrattenimento elettronico, basta citare Maniac Mansion, Zak McKracken, Indiana Jone e l’Ultima Crociata… e Monkey Island! Fatta questa premessa, dicevamo, che ritroviamo immutate le caratteristiche peculiari di questa serie, gameplay immediato, tanta azione e ancor di più tanto umorismo demenziale. Per chi non avesse giocato i precedenti titoli, il protagonista è DeathSpank vero eroe, acclamato da tutti, ma anche vero idiota tanto che in un momento di noia totale, sconfitti tutti i nemici e sistemati tutti i problemi, fa l’unica cosa al mondo che non avrebbe dovuto fare: indossare tutti i tanga e scatena così un pandemonio. La malaugurata mossa crea una copia malvagia di Spank , chiamata antiSpank, che inizia subito a minacciare Spanktopia e tutti i suoi abitanti. Ecco servita una nuova avventura per il nostro magnifico eroe: portare i tanga nel Bacon Fire (da qui il titolo) per bruciarli e distruggerli e poi affrontare antiSpank.

 

Com’è dura l’avventura!

Per portare a termine la sua quest Spank deve affronatare svariate moltitudini di nemici, che grazie anche al respawning, non mancano mai di certo. Ci troveremo davanti dai nemici più piccoli a veri e propri boss, che andranno sconfitti a volte con la forza bruta e a volte con l’ingegno. Alcuni nemici sono totalmente immuni ad alcuni tipi di armi o magari hanno degli scudi di protezione che devono essere prima disattivati. Chiaramente in un gioco del genere non potevano mancare decine e decine di armi di tutti i tipi e veramente strambe, armi che feriscono solo con la forza bruta piuttosto che con poteri di fuoco o ghiaccio, solo per fare degli esempi e le armi possono essere potenziate. Non manca nemmeno una componente gdr tramite la quale possiamo equipaggiare il nostro mito con svariati oggetti e farlo crescere di livello e modificare moderatamente le sue caratteristiche. A questo punto, però, salta fuori qualche problemino. Il gioco è un piacere da giocare, ma gli scontri dopo poco si rivelano un po’ troppo ripetitivi, simili e come dicevamo prima, il respawn non aiuta di certo. Altra magagna è la difficoltà, settata sin da subito troppo in alto, anche scegliendo un livello di difficoltà (modificabile anche in game) normale. Dopo ore di gioco la frustrazione ogni tanto fa capolino, anche perché le pozioni per curarsi costano fin troppo e nel corso del gioco troppo volte siamo costretti a rigiocare la stessa parte per riuscire, finalmente, a battere un’ondata di nemici o il boss di turno, alla lunga è un po’ stancante.

 

Un mondo colorato in rovina

Parlando della parte tecnica di The Baconing non possiamo citare la squisita direzione artistica dei ragazzi di Hothead Games, con personaggi ispirati, colorati e sempre divertenti. Chiaramente il re è lui, Spank, che con la sua idiozia strapperà sempre una risata ad ogni dialogo, per questo sono doverosi i complimenti agli scrittori, l’unico problemino è che per gustarsi appieno lo humor del gioco bisogna conoscere bene la lingua inglese dato che il gioco non è stato localizzato per niente. Nessun problema per gli anglofoni, ma non tutti se la sentono di affrontare questo ostacolo. Per il resto la produzione è in linea con i primi due capitoli, una grafica ricercata e uno stile particolare che sicuramente ha qualcosa da dire, ma una realizzazione tecnica forse non sempre all’altezza, alcune texture sotto tono guastano l’impianto generale, ma nulla che mina la giocabilità e la godibilità di The Baconing.

 

Commento Finale

Un titolo particolare, da un lato prende subito per la simpatia e la giocabilità immediata, dall’altro la ripetitività e la frustrazione che giunge, aggiunta allo scoglio della lingua, ne tarpano un po’ le ali. Se vi sono piaciuti gli atri sicuramente apprezzerete anche questo, se non siete appassionati di Spank magari date un’occhiata alla demo prima.

 

 


Federico Pompili

 
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