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Syndicate – Recensione

 
Syndicate Cover
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Dettagli Gioco
 

Genere:
 
Publisher:
 
Sviluppatore:
 
PEGI:
 
Piattaforme: , ,
 
Data di Uscita: 24/02/2012
 
Sito Ufficiale: http://www.ea.com/it/syndicate
 
Distributore: EA
 
Prezzo: 69.99€
 
Grafica
7.0


 
Sonoro
8.0


 
Giocabilità
8.0


 
Carisma
7.0


 
Longevità
6.0


 
Total Score
7.2
7.2/ 10


User Rating
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Punti di Forza


Ottima ambientazione, multiplayer ben realizzato

Punti Deboli


Gameplay troppo lineare, single player cortino


Estratto

Syndicate è tornato ma anche no. Cioè, è tornato ma è diverso. E il risultato finale è pure buono…il dubbio resta uno solo, ma ve lo sveliamo a fine review, tiè. Guerre sindacali Syndicate, in versione qui “reebottata” da Starbreeze Studios e distribuita da EA, ci fionda nell’ambientazione cyberpunk a noi nota: le megacorporazioni controllano [...]

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Posted 23 marzo 2012 by

 
Full Article
 
 

Syndicate è tornato ma anche no. Cioè, è tornato ma è diverso. E il risultato finale è pure buono…il dubbio resta uno solo, ma ve lo sveliamo a fine review, tiè.

Guerre sindacali

Syndicate, in versione qui “reebottata” da Starbreeze Studios e distribuita da EA, ci fionda nell’ambientazione cyberpunk a noi nota: le megacorporazioni controllano il mondo, e l’Eurocorp – una delle più attive – segue i suoi non troppo limpidi scopi tramite agenti cyborg armati di tutto punto e con indosso soprabiti strafighi. Nello specifico, guideremo in maniera diretta un singolo agente, in visuale fps come imposto dal marketing, attraversando non molti livelli ricchi di effetti di luce con buona pace della salute delle nostre pupille. Tutto ciò è divertente? In effetti sì. C’entra qualcosa con i predecessori? Assolutamente no. Per i dettagli, seguitate a leggere.

Agenti, agite!

Il passo mantenuto dal gioco è quello degli fps canonici: niente analogie con la serie Deus Ex, vicina solo per le tematiche cyberpunk e null’altro. La narrazione giunge via cutscenes apposite, di cui alcune clamorosamente non saltabili e in genere utili a rallentare il passo dell’azione. Ma torniamo, appunto, all’azione. Si cammina, si corre, si spara…e ogni tanto si risolve qualche puzzle. La linearità è all’ordine del giorno, con il nostro alter ego che si troverà a vagare per i tipici “corridoi” pieni di nemici (dall’IA discreta) pronti ad ammazzarci in maniera più o meno sanguinolenta. L’azione in sé è di alto livello, ricca di sparatorie frenetiche all’insegna dell’azione. Oltre alle canoniche armi da fuoco (sempre limitate a un massimo di due, come accade ormai nel 90% degli fps), avremo a disposizione una modalità hacking che ci permetterà di torturare e sfruttare gli avversari in tre modi diversi: potremmo farli esplodere come palloncini, fargli scoppiare le armi in mano o “ipnotizzarli” al fine di sparare ai propri commilitoni per poi suicidarsi.

Una pecca giace nella longevità, che più che altro andrebbe chiamata “cortività” viste le sole 6-7 ore richieste per il suo completamento – e vista la linearità del tutto, il fattore rigiocabilità sfiata un pelino. Se invece amate impelagarvi in sparatorie multiplayer, sappiate che il multi è una grande risorsa di questo gioco: con una serie di missioni per quattro giocatori dalla trama del single player, il divertimento è assicurato.

A conti fatti, una volta superati i preconcetti che di sicuro abbonderanno in chi avesse giocato la serie originale, l’esperienza di gioco è buona. Il gioco è uno sparatutto molto classico e diretto, arricchito dal feeling freddo e tecnologicamente tetro di Syndicate: giocato senza preconcetti e pregiudizi, il gioco diverte. Peccato per la trama un po’ prevedibile e per la poca lunghezza dell’esperienza in singolo – per fortuna, si recupera alla grande in multi. Forse è proprio il multiplayer a dare un’esperienza interessante anche – o forse soprattutto – se si è giocato al primo Syndicate: avventurarsi in quattro a falciare in prima persona – in tutti i sensi! – i nemici della corporazione è una bella sensazione, foriera di divertimento assicurato sia per i neofiti che per i nostalgici.

Tecnologia futuristica

Visto che siamo gente profonda e riflessiva, iniziamo a commentare il lato dalla prima cosa che si nota: la grafica. Generalmente di buon livello, raggiunge livelli da insulto e denuncia penale in tema di abuso effetti di luce: se fosse un reato, gli amici di casa Starbreeze si troverebbero con una condanna penale da 3 a 6 anni senza condizionale (e nemmeno congiuntivo). Di alto livello è il sonoro, con buoni effetti e un doppiaggio di alto livello – tra le guest star ricordiamo la partecipazione di Rosario Dawson. Ottima la soundtrack, in pieno spirito techno-bastardo, dalla quale vi riportiamo il più noto estratto:

Il comparto tecnico, in linea generale, è di buona fattura: i controlli sono reattivi, non si crasha e si sta allegri e in compagnia (se si gioca in multiplayer o se vostra nonna ama seguirvi durante le sparatorie). Le animazioni inoltre sono molto ben fatte.

Commento

E in chiusura, vi riportiamo il dubbio citatovicisi nell’introduzione di cotanto articolo: perché l’avete chiamato Syndicate, cazzarola? Sarebbe bastato un sottotitolo, un sopratitolo e vi sareste evitati goziliardi di hate e pomodori marci di vario genere, senza parlare delle sopracciglia aggrottate dei più giovani che un ciufolo sapevano dei due blasonati episodi storici della serie.

In ogni caso, il nuovo Syndicate è uno sparatutto in soggettiva godibile e con un ricco background, un po’ corto in single ma che recupera con un ottimo multiplayer. Se vi diverte giocare in gruppo e/o amate le ambientazioni cyberpunk, un giretto è consigliato.


 


Giuliano Luongo

 
Giuliano Luongo
Riassumere il proprio profilo in poche parole è una grande sfida: farlo bene significa dimostrare le proprie capacità scrittoriali. Quindi, sappiate di me che io...ehhh...uhhm...boh. Videogiochi, cose simili.