Risen 2 Dark Waters – Recensione
Genere: Rpg
Punti di Forza
Punti Deboli
Tanti anni fa, un team tedesco noto come Piranha Bytes lanciò sul mercato un gioco dove il protagonista non aveva un nome e serviva una combinazione di 68 tasti per prendere in mano il pomello di una porta…eppure fu leggenda. Ora gli amici tedeschi ci propongono il secondo episodio della loro nuova saga, Risen 2 [...]
Tanti anni fa, un team tedesco noto come Piranha Bytes lanciò sul mercato un gioco dove il protagonista non aveva un nome e serviva una combinazione di 68 tasti per prendere in mano il pomello di una porta…eppure fu leggenda. Ora gli amici tedeschi ci propongono il secondo episodio della loro nuova saga, Risen 2 Dark Waters, sotto etichetta Deep Silver con la distribuzione italiana by Koch Media. Sarà nuova gloria o finiremo per affogare nei Water Oscuri? Scopritelo nella review. Sì, sì, il voto sta scritto sopra…dovrei finirla con questa tiritera all’inizio di ogni recensione. Trailer, va’.
Tutti all’arrembaggio!
Risen 2 Dark Waters inizia qualche anno dopo il finale del primo episodio…e le cose non sono andate proprio benissimo durante questo lasso di tempo “off-screen”. Il mondo è semi-allagato (ma almeno niente Kevin Costner versione uomo-pesce), i Titani avanzano ossessivamente con sonori rutti e il nostro Eroe – ancora senza specifiche anagrafiche – è stato reclutato dall’Inquisizione, ma è perennemente ciucco e generalmente sfiduciato. Tutto ciò nella simpatica cornice della vita piratesca, con l’azione immersa in un’ambientazione quasi piratodeicaraibica dall’indubbio fascino. Due saranno le parole chiave di questa esperienza ludica e marittima: esplorare e…imparare. Tranquilli, non è un gioco didattico: vogliamo solo dire che il nostro alter ego ripartirà da zero in quanto a nozioni di lotta e non solo, e solo apprendendo skills di sorta potrà andare avanti nel girovagare allegramente per le numerose isole che compongono il mondo di gioco. Inutile dire che ci sarà anche parecchio da combattere e…e passiamo al paragrafo sul gameplay, orsù.
Pirateggiando…
Ma dunque…il gameplay fa acqua? No, ma diciamo che rimane sul classico stile Piranha Bytes: bisogna pigiare duro quanto per una multi-hit combo di Tekken solo per andare alla toilette. Inoltre, le prima battute di gioco saranno alquanto ostiche se non siete abituati ai “tour de force” (o sodomie forzate, fate voi) dei primi Gothic. Ma vi consigliamo francamente di avere la pazienza di abituarvici, visto che il gioco merita eccome.
Le meccaniche sono quelle classiche dei giochi di questa software house: non si sceglie la classe, ma si accumulano XP e livelli per poi avere punti abilità da distrubuire allegramente tra le varie caratteristiche – e ovviamente tornano i mitici “allenatori” per acquisire e successivamente svariate abilità speciali, utili (o indispensabili, a seconda dei casi) per carpire tutti i segreti presenti nel gioco. Anche gli equipaggiamenti serviranno a contribuire alla variazione dei valori del vostro personaggio, nonché ad una piacevole serie di modifiche estetiche – e a proposito di equip…finalmente ci sono le armi da fuoco! Come accennato prima, l’esplorazione – assieme al dialogo – è fondamentale: sarà ovviamente scegliere con cura le abilità da pompare al fine di raggiungere prima il completamente di determinati obiettivi e quest, altrimenti impossibili da realizzare a causa di bassi punteggi. Gli approcci saranno sempre molteplici così come le mere cose da fare e le persone con cui discutere, cosa che rallegrerà parecchio tutti gli appassionati di rpg “vecchia scuola”.
A margine, segnaliamo che il combattimento corpo a corpo è solo discreto, limitato da una certa rigidità mista a dei controlli non proprio ottimali…ben più divertente, invece, è l’atto di pistolettare i vari vili inimici. Il livello di difficoltà medio sembra leggermente inferiore a quanto visto in altri lavori dei Piranha: in ogni caso lo si potrà regolare con comodo per venire incontro alle vostre esigenze. Discreta la longevità, sulle 35-40 ore se sarete intenzionati a completare ogni anfratto dell’arcipelagico mondo di gioco – di contro, fare solo la main quest “liscia” non sarà un’esperienza lunghissimissima.
Ciò detto, senza dilungarci troppo in altri dettagli (non per antipatia, stanno finendo le batterie della maledetta tastiera wireless), va detto che il sistema di gioco – in pratica Gothic con i pirati – funziona molto piacevolmente. Si è spinti a esplorare ed a, passateci il termine, sbattersi il più possibile per accumulare oro e XP al fine di migliorare le proprie abilità e giungere dove non si poteva fino a solo cinque minuti prima: l’esplorazione è incentivata a dovere e l’ambientazione è carismatica, il tutto supportato da una trama discreta. Il comparto tecnico, un po’ come in passato, rimane un filo grezzo, ma per fortuna in misura minore…e se apprezzate questo tipo di giochi non ci farete caso più di tanto. Leggete comunque oltre per altre precisazioni (non troppo precise, eh).
Pirati e tecnologia
Chi ha giocato – e amato – i vecchi Gothic, giunto qui inizierà a preoccuparsi, ricordando l’orgia di bug e di dolori intestinali del motore di gioco. Tranquilli, la situazione è migliorata – non tantissimo, per carità, ma andiamo per ordine. La grafica è in generale discreta, con numero particolarmente alto di pollici su per alcuni fondali; anche il sonoro se la cava piuttosto bene, in particolare riguardo alle musiche di sottofondo (ma pure il doppiaggio britannico se la cava bene). Sul nostro PC redazionale, segnaliamo che il gioco ha segnato qualche defaillance: il sistema di controllo è un po’ rigido, e ci sono stati alcuni piccoli deliri in tema di caricamento salvataggi – nulla di grave comunque e, ribadiamo, la situazione è migliorata rispetto al passato.































































