PixelJunk Eden
Genere: Platform
Punti di Forza
Punti Deboli
La natura, la musica, il minimalismo visivo, il platform alternativo: mescolate tutto in sapienti proporzioni e otterrete PixelJunk Eden, particolarissimo platform bidimensionale della Q-Games.
La natura, la musica, il minimalismo visivo, il platform alternativo: mescolate tutto in sapienti proporzioni e otterrete PixelJunk Eden, particolarissimo platform bidimensionale della Q-Games. Giù di filmato e di review:
Tra visione e innovazione
PixelJunk Eden, già presentatosi tempo fa – con notevole apprezzamento – sul PSN, arriva su PC in versione aggiornata e potenziata, con tanto di dlc incluso nel prezzo di vendita. Il gioco ci mette nei panni di una sorta di baco da seta, che deve muoversi saltellando di pianta in pianta per vari giardini dall’aspetto onirico allo scopo di acciuffare bizzarre creature semitrasparenti note come “spettri”.
Non vi è un vero e proprio menu iniziale: inizieremo il gioco già muovendo il nostro piccolo avatar, facendolo arrampicare sugli steli di fiori appena accennati per poi “saltare” nei giardini, vale a dire i livelli veri e propri. Interessante notare come, col progredire del gioco, avremo bisogno di esplorare al meglio anche questo macro-livello iniziale, per ritrovare i primi giardini e riuscire a sbloccare tutto lo sbloccabile. Potremo uscire da un giardino ogniqualvolta che troveremo un spettro: ogni tot spettri recuperati, un nuovo giardino sarà sbloccato.
I livelli, nei quali inizieremo quasi sempre sul terreno, ossia il punto più basso, sono esplorabili sia verso l’alto che sui lati. Mentre saltiamo e mentre volteggiamo dagli steli delle piante, il nostro piccolo avatar “brillerà” quando imbroccheremo la direzione dello spettro, per darci un minimo indizio su dove dirigerci. Per procedere lungo i livelli dovremo distruggere degli strani nemici di forme bizzarre – i “cacciatori di polline”: una volta scatasciati, essi rilasceranno pollini che andranno a far fiorire ulteriori piante e fiori. Cotanta neonata flora ci aiuterà a continuare a spostarci per lo schermo, onde completare con successo la nostra “spettrale” caccia.
Con l’andare avanti del gioco, acquisiremo nuove abilità utili a rendere più facile la nostra esplorazione, visto che anche la struttura de livelli si farà mano a mano più complessa.
Sensazioni
Nonostante questa disarmante semplicità – per inciso, l’intero controllo è via mouse, senza fronzoli folli – il gameplay riesce a catturare, complice il feeling di “immersione” dato dall’aspetto grafico e dal comparto sonoro. Spesso i colori saranno pochi: contrasti netti, toni alle volte accesi e a volte no, su fondali che iniziano profondamente neri per poi mutare in un tripudio di toni freddi, acidi e poi caldi. Dai contrasti si passa, in alcuni casi, alla quasi fusione degli elementi di scenario al fondali, in un tono su tono curato con ammirevole maestria. Ma il vero piacere ipnotico giunge grazie alla musica, composta dall’artista Baiyon: i suoni accompagnano con infinita naturalezza i movimenti del nostro avatar e delle piante sulle quali esso salta e si arrampica, in un tutto che alle volte sembra il frutto di uno studio pluriennale, mentre in altre sembra un guizzo istintivo. In ogni caso, la sensazione di immersività è massima. Nonostante la semplicità delle azioni da fare, questa strana eppure fantastica ambientazione porterà il giocatore a non volersi staccare da essa, per proseguire in questa cerca tra un fiore e l’altro. A prescindere da questa magia, il gioco garantisce una buona longevità, che saprà soddisfare come si deve gli amanti del platform esplorativo. E siamo lieti di sottolineare l’ottimo comparto tecnico, senza rallentamenti,crash, difetti grafici: il controllo è reattivo e preciso, e il plauso va anche alla fisica dei salti del nostro protagonista e al naturalissimo movimento degli steli dei fiori, come costantemente mossi da un dolce venticello. Aggiungiamo inoltre
In ogni caso, PixelJunk Eden non è solo gioco, ma anche – o forse soprattutto – un’esperienza: è il riuscitissimo esperimento del mischiare immagini, musica e gioco.
Commento Finale

























































