Off Road Drive – Recensione
Genere: Arcade, Guida
Punti di Forza
Punti Deboli
vete presente le supercar fighette che si sfasciano appena sfiorano un sassolino o la carta di una caramella mou al prosciutto affumicato? Beh, buttatele via! Oggi parliamo di Off Road Drive sviluppato dai russi di 1C-Avalon, un’autentica epopea nella natura che vi farà dimenticare per un po’ l’ambiente patinato dei gran premi su asfalto. Guardate il video, [...]
vete presente le supercar fighette che si sfasciano appena sfiorano un sassolino o la carta di una caramella mou al prosciutto affumicato? Beh, buttatele via! Oggi parliamo di Off Road Drive sviluppato dai russi di 1C-Avalon, un’autentica epopea nella natura che vi farà dimenticare per un po’ l’ambiente patinato dei gran premi su asfalto.
Guardate il video, giusto il tempo di scaldare i motori, e poi si parte!
Chi va piano va sano e va lontano
Off-Road Drive sfata i principali miti del “come vincere in un gioco di corse”, ossia: mantenere una velocità media più alta – ma un pelino più alta – dei 10km orari, non usare la retromarcia ogni 3 secondi ed evitare le ripartenze da fermi. In questo gioco bisognerà utilizzare uno stile di guida tutto nuovo, molto più ragionato di quanto si possa pensare – uno dice “beh, guido un mostrone 4WD da millemila cc, mi magno tutte le strade”, e invece no. Serviranno grande attenzione e perizia per non finire in una buca piena di mota altamente inzozzante la quale – oltre a costarci un patrimonio di autolavaggio e lavanderia – rovinerà la nostra gara. Ma andiamo per ordine. Il gioco , come intuibile, ci mette alla guida di vari veicoli fuoristrada a 4 ruote motrici, ed è strutturato nel seguente modo: dopo il tutorial di rito – una volta tanto fatto per bene – comprenderemo il sistema delle competizioni, basato appunto sui “competition points”. Ogni competizione è divisa in tre gare, tutte di stampo rallystico e dunque time trial: il piazzamento nelle singole gare determinerà quello finale, il quale a sua volta ci farà ottenere un certo numero di competition points utili a sbloccare nuove gare e nuovi veicoli.
Avremo differenti tipologie di sfida da affrontare, tra cui lo sprint (due giri di pista su di un circuito breve), il trial e il trophy (arriva da un punto A a un punto B senza schiantarti), e infine la dual race - quel tipo di corsa figa con due piste parallele che si intrecciano, come si vede al Motor Show, per intenderci.Quale che sia la tipologia, ogni gara va affrontata in maniera molto tecnica, con grande perizia nel gestire non solo ogni singola curva, ma anche i rettilinei irti di ostacoli e le infami pendenze.
Avremo il pieno controllo sul nostro mezzo, tramite la gestione manuale della trazione, della pressione delle gomme fino a quello dei differenziali. A salvarci nei molti casi in cui precipeteremo dai pendii scoscesi come delle pere mature arriverà l’argano – anche questo da controllare manualmente – in dotazione al nostro fedele “gippone”. L’unico neo del gameplay è legato ai danni, assenti mediamente giustificati: è comunque una licenza tollerabilissima, visto che il nostro mezzo sarà già soggetto a migliaia di incagliamenti ogni 10 centimetri e ad inceppamenti di sorta.
Buona la numerosità e la caratterizzazione dei mezzi, ognuno con i propri pregi e difetti altamente riscontrabili e in più personalizzabili quanto basta. Anche le piste sono discretamente varie, sia per numero che per caratteristiche tecniche e “panoramiche”: abbiamo tracciati notturni e sotto pioggia, vento uccelli scacazzoni, il tutto in numerose locations sparse per il mondo – tra cui Africa, Malesia, Russia e Tailandia.Il bilancio dell’esperienza ludica è positivissimo: la sensazione di controllo che si ha sul proprio veicolo è molto elevata, e guidare il proprio bestione in luoghi bizzarri riesce a dare molte soddisfazioni. Il gioco offre un buon grado di sfida, rendendosi un po’ più difficile della media anche visto il diverso approccio offerto sia al veicolo che ai tracciati, ma la sensazione di sollievo e “realizzazione” che si ha una volta arrivati a fine gara – anche solo sul gradino basso del podio - è davvero notevole. Ricordiamo inoltre la presenza di una modalità multiplayer, che giunge in aiuto quando ci siamo stufati della “carriera” in single player.
La gioia delle quattro ruote motrici
Tanto di cappello al comparto audio, non tanto per la musica tamar-rock – comunque piacevole e soprattutto adeguata al mondo dei mostroni 4×4 – ma per curatissimi effetti sonori, sia legati al veicolo che all’ambiente circostante. E’ forte la tentazione di disattivare la musica al fine di essere accompagnati solo dal rombo del proprio motore - misto al patimento biblico di freni e frizione - e dai versi dei dolci animaletti - quali scimmie, ibis e tigri dai denti a sciabola – che popolano le giungle e le aree incontaminate nelle quali ci addentriamo, incuranti della nostra salute.
La grafica è in media buona, con dei picchi sui modelli dei veicoli e nei panorami, ma con dei piccoli tracolli in tema di alcune piante e soprattutto dei tifosi a bordo pista, un po’ blocchettosi. Carina e ben fatta l’idea degli schizzi di fango, sabbia e pioggia sul parabrezza – o sulla telecamera, quando usiamo la visuale esterna: contribuisce bene all’immersività del gioco e al fattore realismo.
Notevole la compatibilità con numerosissimi volanti in commercio, nonché con l’immancabile pad ufficiale della Xbox 360 anche quando siamo su PC – leggermente più comodo della tastiera, almeno nell’opinione di chi vi scrive. In più, il gioco pare esente da crash e glitch, altro elemento molto piacevole e rilassante quando si gioca.





































































