Magical Diary – Recensione
Genere: Rpg, Visual Novel
Punti di Forza
Punti Deboli
Orfani dalle avventure del piccolo Potter non disperatevi! Ci sono ancora molti film, libri e giochi che ancora cavalcano l’onda del trand lanciato da Hogwarts. Se avete nostalgia di scuole di magia dove decine di teenagers passano il loro tempo intrecciando sentimenti ed incantesimi, Magical Diary è pronto a venirvi incontro a folle velocità. Purtroppo [...]
Orfani dalle avventure del piccolo Potter non disperatevi! Ci sono ancora molti film, libri e giochi che ancora cavalcano l’onda del trand lanciato da Hogwarts. Se avete nostalgia di scuole di magia dove decine di teenagers passano il loro tempo intrecciando sentimenti ed incantesimi, Magical Diary è pronto a venirvi incontro a folle velocità. Purtroppo per lui qualche simpaticone deve avere tagliato i freni e tutto quello che il gioco può fare è sfracellarsi contro la montagna delle vostre aspettative. Montagna a cui ho contribuito con non troppo velata cattiveria, nominando la pietra miliare degli apprendisti maghi del nostro tempo.
Ok, meno cattiveria e più professionalità. Magical Diary è una visual novel in stile giapponese. Sono pochi i titoli simili giunti sino a noi e per lo più sconosciuti, quindi per intenderci, se avete presente quei JRPG in cui tutti i dialoghi avvengono in forma scritta e i personaggi sono rappresentati da disegni in 2D, avete compreso ciò di cui sto parlando. Solo, dovete togliere tutto quello che i JRPG hanno intorno, perché il gioco consiste proprio in quello. Come fosse un libro interattivo, il nostro contributo al gioco è scegliere ogni tanto le risposte all’interno di qualche dialogo e stop. Questo almeno per il 90% del gioco.
Iniziamo con il dire che Magical Diary è un gioco rivolto particolarmente, per non dire unicamente, al pubblico femminile. Direi addirittura ad un pubblico femminile abbastanza giovane.
Cominciando una nuova partita potremo personalizzare la nostra protagonista scegliendo tra diverse pettinature che potremo colorare come preferiamo, idem per gli occhi e il colore della pelle. Quale che sia la nostra scelta, il personaggio creato durante i dialoghi non sarà statico ma muterà espressione in base a cosa stiamo dicendo.
Come in ogni scuola di magia che si rispetti avremo diverse materie in cui progredire, che corrispondono ai diversi colori della magia. Bianca per i contatti con il mondo spirituale, blu per le trasformazioni della materia, rossa per incantesimi di attacco, verde per incantesimi che sfruttano le forze vitali e così via. In aggiunta alle lezioni “colorate”, potremo fare un pò di palestra per rinforzare i muscoli (HP), un pò di studio per rinforzare la mente (MP) oppure del buono e sano cazzeggio per abbassare un pò il livello di stress. La scelta delle lezioni settimanali spetta unicamente a noi. Di settimana in settimana quindi decideremo dove concentrare i nostri sforzi che verranno ripagati da un aumento dell’abilità e da nuovi incantesimi. La quantità di incantesimi è esagerata, ma non nel senso positivo, nel senso negativo. Non serve a nulla imparare duecento incantesimi se poi non avremo modo di utilizzarli, anche perché, l’unica occasione per sfruttare le nostre abilità, salvo rare eccezioni, sarà durante gli esami.
Gli esami saranno 4 o 5 in totale e saranno gestiti da una visuale in prima persona in stile dungeon crawler. In sostanza ci getteranno senza troppi complimenti all’interno di un…d… hem… scusate…. dicevo, all’interno di un dung…
Ok, scusate. Un vecchio consumatore di giochi di ruolo come me, reduce da mille campagne di D&D non riesce a definire “dungeon” un corridoio con due stanze, è quasi una bestemmia. Il concetto tuttavia è quello. Ogni volta l’obbiettivo sarà trovare l’uscita, ma a frapporsi al nostro cammino ci saranno diversi ostacoli. Bisogna dire che ogni enigma, considerata l’infinita quantità di incantesimi, può essere risolto in più modi, ma si tratta comunque di due minuti di gioco. Superato l’enigma, ossia scegliendo l’incantesimo giusto, saremo già alla fine dell’esame.
Non c’è una vera e propria trama nel gioco. Tutto consiste nel vivere le nostre giornate tra litigi, eventi scolastici , amori e dispiaceri. Niente misteri che si annidano negli scantinati o maghi malvagi che tornano dal regno dei morti per conquistare il mondo. Solo semplice simulazione di vita.
Le situazioni che si verranno a creare all’interno della scuola sono tante, ma nessuna viene approfondita particolarmente, tranne forse le varie possibili love story.
Per sbaglio scoprite che uno spirito nascosto ballava insieme a voi in uno degli eventi scolastici? Male. 10 punti di demerito, perché se non voleva farsi vedere un motivo c’è. Qual’è questo motivo o chi fosse lo spirito non lo saprete mai. E questo esempio vale per molte altre situazioni all’interno del gioco.
Ah! Dimenticavo, il motivo del titolo: avrete un diario in cui verrà annotato tutto quello che è successo e che potrete consultare al termine della settimana. Si, tutto qui.
































































