Ghost Recon: Future Soldier – Recensione
Genere: Coop, Fps, Sparatutto tattico, Stealth, Terza Persona
Punti di Forza
Punti Deboli
Un nuovo titolo firmato Tom Clancy ha fatto da qualche giorno la sua comparsa nei negozi. Il suo nome è Ghost Recon: Future Soldier ed è il quinto capitolo di una fortunata saga di sparatutto tattici targata Ubisoft che gli amanti del genere senza dubbio conosceranno. Il primo Ghost Recon fu pubblicato nel 2001 e [...]
Un nuovo titolo firmato Tom Clancy ha fatto da qualche giorno la sua comparsa nei negozi. Il suo nome è Ghost Recon: Future Soldier ed è il quinto capitolo di una fortunata saga di sparatutto tattici targata Ubisoft che gli amanti del genere senza dubbio conosceranno. Il primo Ghost Recon fu pubblicato nel 2001 e da allora ne è passata di acqua sotto i ponti; le console, i videogiochi e l’utenza di quest’ultimi, è cambiata radicalmente. Nessun stupore quindi se un’azienda decide di adeguarsi al trend del momento, perchè si sa, l’unico modo per stare al passo coi tempi è cambiare con essi, soprattutto in un ambiente competitivo come quello dell’intrattenimento. La cosa importante però è non dimenticare le proprie origini se non si vuole perdere il favore dei “veterani”. Ebbene, dopo aver provato a lungo questo Ghost Recon, possiamo confermarvi che il brand si ricorda ancora bene chi è, ma soprattutto, cosa è stato. Affermazione forte, eh? Beh, ma ve la motiviamo! Trovate tutto qui sotto.
Dio perdona, i fantasmi no
La trama principale inizia con la triste dipartita di una squadra Ghost, completamente obliterata dall’esplosione di una bomba. I quattro uomini stavano seguendo un’operazione riguardante un importante traffico di armi “pesanti” per cui si rende subito necessario costituire una nuova squadra per continuare le indagini. Fra i nuovi componenti c’è il vostro alter ego, Kozak, un soldato americano di origini russe, esperto in irruzioni e in hackeraggi (tanto da essere descritto nel suo dossier come “il più cazzuto nerd” che si possa mai incontrare). Il resto del team è formato dal tiratore Pepper, l’artigliere 30k e da Ghost Lead, il caposquadra. Seguendo le tracce del traffico di armi i nostri arriveranno a scoprire un complotto ordito da degli ultranazionalisti russi il cui scopo è prendere il controllo della propria nazione per spadroneggiare incontrastati. Le solite cose insomma, se non fosse per il fatto che questa volta a spingere i Ghost c’è anche la voglia di vendicare i propri compagni caduti in azione, cosa che diviene palese nelle ultime battute del gioco. Qui si può già notare subito come Ubisoft stia continuando a puntare sul fattore “umano”- cosa già fatta con le serie Sprinter Cell e Rainbow Six – cercando di far coinvolgere il giocatore nella storia facendo ricorso alle emozioni, a volte anche discutibili come la vendetta. I passati Ghost Recon ci avevano sempre messo nei panni dei soldati, ma a parte il “senso del dovere” non c’era mai stato niente altro a muovere i personaggi principali rendendoli un po’ piatti e facili da dimenticare. Qui invece ci troviamo di fronte a dei soldati più umani; le loro conversazioni e le loro reazioni sono molto credibili e in linea con la storia proposta. Attenzione però: con questo non vogliamo dire che la caratterizzazione dei personaggi sia degna di un Dragon Age, diciamo soltanto che per gli standard degli shooter tattici il feeling con loro è più che accettabile e ci fa piacere che Ubisoft continui a tentare di migliorare tale aspetto dei propri titoli. Ciò non toglie che la trama sa decisamente di già visto e non risulta particolarmente appassionante a causa della sua linearità. A salvarla, ecco però che arriva Capitan Varietà nelle Azioni di Gioco, mistico eroe di cui ora andremo a parlare.
Il gioco è bello quando è vario
Il gioco alterna momenti puramente stealth a sparatorie adrenaliniche e condite con una buona dose di spettacolarità.
Ghost Recon è il perfetto esempio di come un gameplay avvincente e vario possa far funzionare un titolo anche senza una trama da Oscar. Le situazioni proposte sono moltissime: si passa da sessioni di gioco prettamente stealth, ad altre dove l’azione abbonda e piovono proiettili come in un film di guerra. Durante le 12 missioni della campagna principale vi capiterà di: infiltrarvi in una prigione russa per salvare un prigioniero, resistere al fuoco di un carroarmato stando fra le rovine di un edificio che vi crolla intorno, inseguire dei fuggiaschi in elicottero, assaltare una base utilizzando un letale e sofisticatissimo robot-tank chiamato Warhound, compiere azioni di controcecchinaggio… e questo solo per citarvene alcune! Insomma, appare chiaro come gli sviluppatori si siano sforzati di non far mai annoiare, proponendo situazioni sempre nuove e diverse, ma senza mai lasciare il giocatore spiazzato o confuso sul da farsi. Il merito di ciò, va all’ottimo sistema di comandi che permette un utilizzo impeccabile del personaggio sia nelle fasi più concitate, dove è essenziale sfruttare al meglio il sistema di coperture – che ci azzardiamo a definire uno dei migliori mai realizzati -, sia in quelle furtive, dove è importante muoversi con precisione per colpire i nemici di soppiatto.
Nuove tecnologie
Attraverso gli occhi del drone è possibile spiare i movimenti dei nemici e “marcarli” dalla distanza
Sebbene le missioni possano essere affrontate “alla Schwarzenegger” appare chiaro fin dalle prime battute come sia essenziale – soprattutto alle difficoltà più elevate – eliminare i nemici in maniera silenziosa finchè è possibile. I sofisticatissimi congegni che i Ghost hanno a disposizione permettono loro di individuare i nemici molto prima che essi si siano anche solo lontanamente accorti della presenza dei quattro soldati, il che rende preferibile l’approccio silenzioso. Studiare i vari percorsi degli avversari per beccarne uno isolato e spezzargli il collo come fosse un grissino è una sensazione impagabile per chi ama agire nell’ombra. Le aree di gioco sono esplorabili tramite droni telecomandati, sensori-granata e visori magnetici che segnalano la presenza dei nemici sull’hud del giocatore. Le mimetiche ottiche infine, fanno si che si possa esplorare piuttosto liberamente, anche se da una certa distanza si diventa comunque individuabili. Una volta scoperti tutti i nemici nella zona è possibile marcarne fino a 4; questi diventano quindi bersagli prioritari che gli altri Ghost provvederanno a prendere di mira e ad abbattere quando il giocatore riterrà più opportuno. Ora i veterani della serie si staranno chiedendo: tutto qui? Non si possono dare altri ordini ai compagni? La risposta è no, però vi suggeriamo di fare un lungo respiro e di placare il vostro sdegno, perché la sensazione di essere membro effettivo di una squadra e di dare degli ordini a dei “soldati pensanti” è molto più forte che in tutti gli altri titoli precedenti. I compagni non sbagliano mai il colpo e si muovono sempre in maniera perfetta sul terreno di gioco, guidati da una I.A. sopraffina. E’ da rimanere a bocca aperta di come i tre commilitoni si comunichino fra loro le posizioni dei nemici con assoluta precisione, dando anche al giocatore una panoramica fedele della situazione sul campo. Il fatto che i loro movimenti siano guidati da una Cpu eccezionale aumenta l’immersività, regalando la percezione di trovarsi all’interno di una squadra con dei membri attivi e non di essere al comando di dei semplici pupazzetti di cui disporre a piacimento. Durante gli scontri in campo aperto vi ritroverete molto spesso ad ascoltare con attenzione le informazioni fortitevi dal resto della squadra, arrivando addirittura a ringraziarli come se fossero dei vostri amici a giocare li con voi. Molti forse non si troveranno d’accordo con noi, essendo affezionati al vecchio stile di gioco della serie, ma la nostra opinione è che tale soluzione sia stata la più azzeccata per rinnovare il gameplay del brand senza snaturarne la natura tattica.
Fratelli al fronte nella rete
Giocata in singolo la campagna da delle belle soddisfazioni, ma giocata online con altri tre amici si trasforma in un’esperienza estremamente goduriosa. Studiare insieme le mappe di gioco e decidere come eliminare i nemici sincronizzando a perfezione i movimenti è davvero impagabile. Scordatevi di poter giocare senza un microfono, comunicare è l’unico modo per riuscire ad arrivare vivi a fine missione. Lo stesso vale per il multiplayer competitivo, dove le partite sono all’insegna della cooperatività. Lanciarsi da soli contro il nemico equivale ad una morte rapida. L’intero team deve lavorare di squadra e ogni player sfruttare al massimo le caratteristiche della classe da lui prescelta fra le tre disponibili: Fuciliere, Scout e Geniere (di cui abbiamo parlato in maniera più approfondita nel nostro Hands-on della Beta Multiplayer). Le modalità di gioco disponibili sono quattro: Esca, Conflitto, Sabotaggio e Assedio. Sabotaggio è molto simile ad un cattura la bandiera, mentre in Esca lo scopo è scoprire fra tre obiettivi quale sia quello vero da portare a termine. Assedio e Conflitto sono sicuramente le due modalità più riuscite. Nella prima, una squadra deve difendere una base dall’attacco dell’altra squadra. Semplice no? Peccato che non ci siano respawn, il che rende le partite molto tattiche. La seconda richiede di conquistare una serie di obiettivi sparsi sulla mappa – casse di munizioni, emettitori EMP – in modo da conquistare più punti possibile. Buono il level design e la varietà delle 10 mappe presenti, che spaziano fra ambientazioni urbane, desertiche e boschive. Un’ulteriore modalità multigiocatore è quella denominata Guerriglia, funzionante in maniera del tutto analoga alla modalità Orda di Gears of War. Quattro giocatori devono difendersi da ondate di nemici sempre più numerosi, per un numero totale di 50 ondate. Sicuramente divertente da provare.
Pimp my Gun
Il paragrafo dal nome tamarrissimo testé iniziato, è dedicato alla cosa che tutti più si ricorderanno questo titolo: Gunsmith.
Gunsmith è il sistema di personalizzazione delle armi del gioco, chepermette di selezionare una bocca di fuoco e modificarla completamente. Ogni elemento, interno o esterno, può essere cambiato permettendo ad ognuno di ritoccare le prestazioni della propria arma in base alle proprie preferenze. Lo si può trovare sia nella campagna che nel multiplayer solo che cambia il metodo per sbloccare nuovi componenti. Nella campagna otterremo nuovi pezzi completando le missioni e le varie sfide, ovvero degli obiettivi secondari slegati dalla trama principale. Nel multiplayer bisogna invece salire di livello accumulando punti esperienza che vengono assegnati in base alle prestazioni nei match. L’arma può poi essere provata in un poligono di tiro per saggiare l’efficacia delle modifiche apportate. Le combinazioni possibili sono molte e divertirsi a modificare l’arma diventa un piacevole passatempo fra uno scontro online e l’altro, tanto che a volte capita di lasciare a malincuore la schermata di personalizzazione per entrare in battaglia. L’intero procedimento di assemblaggio è effettuabile con l’utilizzo del Kinect che però è alquanto macchinoso da utilizzare. Se possedete la periferica, provate ad usarla almeno una volta. Sicuramente tornerete al pad, però almeno vi sentirete galvanizzati per un buon quarto d’ora.
Fantasmi Next-Gen
Nella campagna capiterete spesso in ambientazioni molto vaste. Come potete vedere il colpo d’occhio è decisamente niente male.
L’aspetto grafico del gioco ha degli inspiegabili alti e bassi. Nella campagna si incontrano scenari ottimamente realizzati, modelli poligonali dei personaggi ricchi, texture oltre la media ed effetti decisamente efficaci, il tutto accompagnato da un frame rate estremamente solido, salvo rarissimi casi. Detto questo viene da domandarsi: perché le cutscene, e in particolare le texture dei personaggi all’interno di esse, sono cosi scialbe? Sembra quasi che siano state realizzate in una fase preliminare del gioco e poi lasciate li! Va bene forse non sono cosi importanti ai fini del gioco però insomma! In una produzione del genere è lecito aspettarsi che le cutscene siano curate tanto quanto le parti in-game. E invece no. Perchè? Mistero. In aggiunta, ogni tanto si nota qualche fenomeno di bump mapping; parti di edifici o di veicoli spuntano all’improvviso o presentano ritardi nel caricamento delle texture. Difetti anche questi non gravissimi, ma che si sarebbero potuti evitare. Strabilianti e i modelli delle armi che si possono apprezzare a pieno nella modalità Gunsmith. Nel comparto online si assiste ad un leggero calo della qualità complessiva della grafica in nome di una maggior fluidità e pulizia su schermo. Il netcode è piuttosto stabile anche abbiamo riscontrato dei problemi relativi ai server che ogni tanto sembrano crashare senza motivo alcuno. L’audio riproduce in maniera accurata il suono di armi ed esplosioni senza però stupire, stesso discorso per la colonna sonora che funziona ma non rimane impressa a lungo. Degno di nota il doppiaggio italiano realizzato con molta cura. Le voci scelte per i personaggi sono adatte al loro aspetto, soprattutto quella cavernosa del nerboruto Ghost Lead.



































































