Game of Thrones RPG – Recensione
Genere: Rpg
Punti di Forza
Punti Deboli
Dalla penna di George R. R. Martin – perché se non hai le RR nel nome non sai scrivere romanzi fantasy – Game of Thrones giunge a noi nella sua incarnazione rpg, a firma Cyanide Studio e Focus Home Interactive. Filmato, e poi all’avventura! – la recensione si basa sul test effettuato sulla versione PC [...]
Dalla penna di George R. R. Martin – perché se non hai le RR nel nome non sai scrivere romanzi fantasy – Game of Thrones giunge a noi nella sua incarnazione rpg, a firma Cyanide Studio e Focus Home Interactive. Filmato, e poi all’avventura!
- la recensione si basa sul test effettuato sulla versione PC del gioco -
Un gioco di troni
Game of Thrones, come molti di voi sapranno, è una serie nata su carta, dalle pagine dei libri: un mondo fantasy più oscuro che eroico – ma non oscuro barzelletto come Warhammer – dai temi maturi, dove ovviamente maturo significa culi, corna, mutilazioni e TUTTI (o quasi) sono dei fottuti bastardi stupratori. Vestiremo i panni, alternativamente, di due personaggi: il Guardiano della Notte Mors Westford – un individuo tetro dotato di un rigido senso dell’onore – e Alester Sarwyck, nobile di ritorno in patria dopo un auto-esilio. Entrambi, per fortuna, non sembrano rientrare nella categoria di mascalzoni citata poc’anzi. Le due storie saranno inizialmente separate e sfalsate temporalmente di qualche mese, contribuendo a creare un intreccio intricato, ricco di personaggi dal background complesso – e quasi sempre poco limpido.
Le regole del gioco dei troni – i troni dei re, non i cessi
Iniziamo dunque a parlare di gameplay. Dei nostri alter ego, per esigenze “di copione”, sono già stabiliti nome e look: a noi tocca scegliere lo “stile di combattimento”, vale a dire la preferenza del tipo di arma e il set di skills. Ogni set di abilità non ci è interamente aperto dall’inizio: avremo dei punti che ci apriranno l’uno o l’altra abilità, con uno schema ad albero relativamente lineare. Entrambi i personaggi hanno un secondo skill tree legato alle abilità mistica (per Alester) o al proprio cane da guerra (per Mors). Saremo inoltre chiamati a dividere dei punti tra le caratteristiche (forza, agilità etc.), ognuna delle quali avrà influenza su vari elementi come danno inflitto, velocità nel colpire e via discorrendo; in più, dovremo anche piazzare i punti nelle abilità legate all’uso di armi e armature, il potenziamento di tali abilità sarà influenzato dallo stile di combattimento scelto – ad esempio, se saremo esperti nell’uso di spada e scudo, ogni punto speso nell’uso delle spade a una mano varrà il doppio. E’ stato implementato un simpatico sistema di perks, in cui ogni perk positivo (tipo +1 al danno) deve essere necessariamente bilanciato da uno negativo. Alucni perks più potenti varranno per due, tre o quattro, richiedendo la rammaricata scelta di più perks negativi (o viceversa). Interessante notare che, a seconda delle scelte fatte in un capitolo, in quello successivo potremmo trovarci con un perk in più legato al comportamento che abbiamo fatto tenere al nostro alter ego.
Ciò detto, entriamo nel vivo “dell’azione”. Per spostare il nostro personaggio useremo i mitici WASD o le freccette della tastiera più il mouse, usato in primis per selezionare gli oggetti da raccogliere o le persone con cui parlare. La telecamera andrà ruotata con il mouse tenendo premuto il tasto destro, scelta un po’ macchinosa ma comunque non deleteria. Il combattimento avviene in semi-tempo reale: cliccando su di un avversario lo picchieremo senza troppi complimenti. Premendo spazio, il gioco andrà “al rallentatore” dandoci il tempo di scegliere la nostra azione tra attacco base, skills attivate principali, oggetti nella cintura o skills secondarie. Come nel primo Dragon Age, avremo una barra d’energia a rigenerazione automatica (meno siamo pesanti causa corazza più si ricarica in fretta) da consumare con l’uso delle abilità speciali. Avremo inoltre la possibilità di ricaricare la nostra energia più rapidamente grazie a un’azione apposita, da usare al posto di un attacco. I dialoghi sono gestiti tramite risposta multipla, lasciando a noi la scelta di toccare o meno determinati tasti (metaforicamente parlando) e litigare un po’ con tutti gli altri personaggi principali – e influenzando, più o meno, la trama che verrà.
Ciò detto…ebbene sì, il gioco funziona. Nonostante un’interattività bassina rispetto a titoli analoghi – si esaminano poche cose e non si può parlare con tutti – e la linearità di alcuni punti, Game of Thrones recupera alla grande nel comparto trama, con un storia che si fa seguire più che volentieri e che è capace di mantere alta l’attenzione del giocatore. I personaggi sono interessanti e generalmente credibili, nulla sembra buttato lì a casaccio. Le sequenze narrative – praticamente chiunque è doppiato, e pure bene – sono lunghe ma non noiose, e sono bilanciate bene da interessanti sequenze di combattimento, che non danno l’impressione di essere buttate lì per allungare il brodo – anzi, sono quasi sempre funzionali alla trama stessa.
Tecnologia medioevale
Il comparto tecnico è caratterizzato da alti e bassi. Per quanto riguarda le basi, vediamo che il gioco si rivela stabile, il sistema di autosave si comporta bene e pure quello manuale fa la sua parte: anche su di un PC non proprio da gara (anzi, l’esatto contrario) il gioco non presenta problemi, crash vari o rallentamenti. La grafica, vista da lontano, rende bene – anche i personaggi sembrano animati come si deve: tuttavia i dettagli – sia dei personaggi stessi che dei fondali – non sono proprio un capolavoro, con troppi elementi che sembrano un po’ buttati lì, senza una renderizzazione come si deve. Anche la telecamera , nonostante possiamo ruotarla e zoomarla manualmente, tende un po’ a incepparsi quando dobbiamo combattere in spazi angusti. Buono il sonoro, con un doppiaggio piacevole supportato da musiche ed effetti all’altezza della situazione – a tal proposito, ricordiamo che il gioco è stato supportato dalla HBO, emittente produttrice del telefilm che ha “prestato” alcuni degli attori.


































































