Diamo voce ai videogiocatori!

 
 
Random Article


 
Notizie Bomba
 

Alan Wake’s American Nightmare – Recensione

 
alan wake cover
alan wake cover
alan wake cover

 
Dettagli Gioco
 

Genere: , ,
 
Publisher:
 
Sviluppatore:
 
PEGI:
 
Piattaforme: ,
 
Data di Uscita: 22 Maggio 2012
 
Sito Ufficiale: http://www.alanwake.com/american-nightmare/
 
Distributore: Steam
 
Versione Testata: PC
 
Grafica
8.5


 
Sonoro
8.0


 
Giocabilità
7.0


 
Carisma
7.5


 
Longevità
7.0


 
Total Score
7.6
7.6/ 10


User Rating
no ratings yet

 

Punti di Forza


Rende Arcade le meccaniche di Alan Wake, aggiungendo nemici ed una nuova folle storia

Punti Deboli


Tutto è più semplice: più azione, meno survival - Finale da... ehmm boh vabbè


Estratto

Alan Wake, un titolo che è riuscito a spaventarci come da tempo non accadeva, decide improvvisamente di prendere una strada completamente diversa, trasformandosi da Survival Horror a gioco Action ( fenomeno diffuso, di questi tempi oscuri ), narrandoci una storia che non vuole essere proprio un sequel, ma un qualcosa…a parte. Senza indugio andiamo a [...]

0
Posted 31 maggio 2012 by

 
Full Article
 
 

Alan Wake, un titolo che è riuscito a spaventarci come da tempo non accadeva, decide improvvisamente di prendere una strada completamente diversa, trasformandosi da Survival Horror a gioco Action ( fenomeno diffuso, di questi tempi oscuri ), narrandoci una storia che non vuole essere proprio un sequel, ma un qualcosa…a parte. Senza indugio andiamo a vedere dunque quali luci ed ombre si sono impossessate questa volta di tale titolo, e dove le buone idee sono state mescolate a scivoloni di stile di un certo livello.

Doppelganger

Termine, quello del titolo, riferito al tema del doppio, del sosia il quale, solitamente malvagio, ce ne fa di tutti i colori spacciandosi per noi: questo è quello che capita al nostro scrittore, che si risveglierà di colpo in una cittadina dell’Arizona dove ambientava gli episodi del telefilm “Night Springs”, alla ricerca di Mr. Graffio, il suo Sé oscuro che sta divertendosi a spendere i suoi soldi, compiendo torture ed aberrazioni in ogni dove. Ciò che però notiamo immediatamente è come il protagonista sia completamente cambiato dal punto di vista psicologico: siamo passati da un Alan teso ed alla continua ricerca del controllo sulla situazione ad uno quasi beffardo, sicuro di sé e pieno di energie, tanto da riuscire ad ironizzare sulla sua stessa situazione. In più non dimentichiamo lo straordinario look da boscaiolo del Montana, con tanto di camicia a quadrettini, probabilmente avrà influito quella.

L'osservatorio astronomico: grandi atmosfere, con gli amici di sempre ad accoglierci.

Le zone che potremo visitare sono unicamente tre: la piccola cittadina, corredata di albergo e tavola calda, un osservatorio astronomico davvero di buona resa visiva, ed infine un drive-in; qui però sta una nota dolente del titolo, che presenta, in termini medici, un caso di “Sindrome da Silent Hill 4”, ovvero una ripetizione degli stessi luoghi esplorati, con riciclo completo delle 3 ambientazioni: è vero che ciò è parte integrante della trama, dandoci ogni volta una versione sempre più positiva, ma a livello di gameplay scoccia non poco tornare a visitare sempre gli stessi posti con differenze sommarie.

Pochi incontri sul nostro cammino

Dappertutto leggerete di una scelta precisa nell’abbandono delle atmosfere alla Twin Peaks, per imbracciare momenti assai più da film di serie B o Tarantiniane; sarò spregevolmente snob, ma mi pare che di tutto ciò abbia visto ben poco. Sì, ci sono cadaveri in più, sì, si usa come arma una sparachiodi o cose più gangsta del classico fucilone da caccia come un Uzi, sì certe idee paiono agli steroidi, ma nel complesso si tratta del vecchio titolo con una punta di grezzume in più. Asteroide che colpisce un satellite che a carambola finisce sulla Terra compreso. Personaggi secondari, tutti femminili ma non di estremo impatto: passiamo dalla meccanica, alla razionale scienziata, sino alla … uhm… segretaria resa ninfomane dall’oscurità? Non sto scherzando, ed anzi il salvarla mi ha anche messo in testa uno scrupolo non da poco: se per salvare lei mi basta accendere qualche luce in più, perché non posso fare altrimenti con gli altri posseduti? Cosa cambia tra loro e la focosa occhialuta? Nessuno lo sa.

Faccia a faccia con… noi stessi, in momenti di grande pathos. Straordinario in ogni caso l'attore nei panni del doppio Wake, Ikka Villi !

Preferirei poi parlare in modo assai fumoso del finale per evitare di essere additato a gran spoileratore, perciò vi lascio solo con le mie considerazioni, od anzi con la mia espressione facciale: avete presente la faccia dell’ Okay Guy? Ecco, proprio quella: sono convinto che seppur la storia narrata sia intrigante, e ci faccia salire qualche momento di tensione soprattutto grazie alla fantastica scrittura dei dialoghi di Max Payne, ehm volevo dire Sam Lake (lapsus comune, e se non sapete perché cercate su google immagini) , con momenti davvero intensi tra noi ed il nostro doppione oscuro, sempre mediati dallo schermo del cinema o della televisione, forse simbolo di come il successo ci possa rendere persone più insensibili e malvagie rispetto al nostro vero Io … non toglie né aggiunge nulla alla trama principale, a meno che l’idea presente all’interno del gioco venga poi ripresa da un già annunciato sulla carta Alan Wake 2 in senso stretto.

La svolta Arcade

Nelle scelte di gameplay questo famoso passaggio all’arcade si porta una generica semplificazione di ogni meccanica, interfaccia compresa.

Anche ragni stavolta, ma basterà un po' di luce potente per spazzarli via.

Tutto è più grosso, grasso ed evidenziato: i piccoli armadietti rossi dove trovavamo munizioni e vita diventano armadioni larghi un braccio che basta svuotare per ricaricare tutto il ricaricabile, pile comprese; il sistema di attacco pare quasi inalterato, con il gioco di “illumino il nemico sino a che non ne elimino lo scudo di tenebre e poi lo riempio di piombo”, che però pare avere perduto la possibilità di danneggiare di poco la bestia di turno puntandogli semplicemente il fascio di luce della torcia non potenziato, chissà per quale motivo.
Il sistema è nel complesso assai più semplice, ed ho potuto constatare di essere morto molte meno volte che nell’originale capitolo; ritorna anche il sistema di raccolta delle pagine del manoscritto, qui vere e proprie in fotografia, ma che potranno essere utilizzate per sbloccare cassette di acciaio contenenti armi molto più potenti rispetto alle nostre di base.

Ecco qualche Pelatone, frutti di una recente fotomitosi, tanto per dire in modo complicato che si sdoppiano con la luce della fida torcia. Rompendo gli zebedei.

Correre e schivare rimangono strategie efficaci, ma si riduce il numero delle volte in cui ci sentiremo davvero minacciati: per fortuna ad aiutare questa situazione ci pensano proprio i mostri. Infatti, oltre ai generici uomini ed oggetti posseduti troviamo sinistri ragnetti ed il “Pelatone”, un tizio posseduto che va in giro calvo e a torso nudo dalla odiosa peculiarità di sdoppiarsi in più copie di sé ogni volta che viene illuminato dalla torcia elettrica: fortunatamente ogni clone sarà più debole dell’originale, ergo più facile da eliminare con pochi colpi. In ogni caso quest’ultimo è mostro ben integrato con la tematica generale del doppio: una scelta stilistica integrata nella storia come non si vedeva dai primi Silent Hill.

Commento Finale

Alan Wake’s American Nightmare riesce ad intrattenere con una buona storia e qualche ottimo momento di azione, ma proprio questi ci portano a volere di più di quanto offerto da questo titolo: la ripetitività degli scenari era facilmente modificabile facendo compiere un unico doppio giro per poi proseguire in altri luoghi finali, mentre questo triplo round lascia un po’ interdetti, tanto più dato il riciclo di molte sprite dal primo gioco. Vediamolo in ogni caso per quello che è, un caffettino veloce in attesa del liquorone finale vero e proprio e cioè Alan Wake 2. In ogni caso un plauso ai Remedy per trovare sempre caratteristi grandiosi, in grado di farci affezionare ai protagonisti dei propri giochi: le espressioni del cattivo Wake di Ikka Villi mentre danza psicopatico davanti ai nostri occhi sono geniali.

Roberto Toia

 
Roberto Toia
Giocatore a tutto tondo, tra videoludica e robame da tavolo; versatile ma straordinariamente e potenzialmente pericoloso amante delle avventure grafiche, dei survival horror di una volta e delle glorie del retrogaming.