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#10 – No Respect, quando il 640×480 era un lusso

 
No_res
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Scheda Sospetto
 

Genere: ,
 
Sviluppatore:
 
Publisher:
 
Piattaforme:
 
Vittima: Mattia Camusso
 
Sintomi Riscontrati: Crisi di epilessia, Ripetuti tentativi di far decollare la mia Fiesta, Utilizzo del pomello del cambio come pulsante di fuoco
 
Titolo Originale: No Respect
 
Primo Contatto: 1997
 
Effetto Trauma
A


 
Frustrazione
B+


 
Divertimento
A


 
Valore Storico
B


 
Total Score
A-
12/ 14


User Rating
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Effetti Positivi


21 Personaggi giocabili, Gameplay curato

Controindicazioni


Ripetitivo, Risoluzione sotto la media del periodo


Pillola

Suvvia chi di voi lo conosce? Penso pochi, davvero pochi. No Respect è un titolo uscito nel 1997 prodotto dalla Appeal S.A. e pubblicato dalla Ocean Software, viene immediatamente difficile contestualizzarlo con un genere esistente dato che si tratta di un gioco con un’idea che rimane tutt’ora originale. Intanto guardate uno dei rari video che [...]

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Posted 7 maggio 2012 by

 
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Suvvia chi di voi lo conosce? Penso pochi, davvero pochi. No Respect è un titolo uscito nel 1997 prodotto dalla Appeal S.A. e pubblicato dalla Ocean Software, viene immediatamente difficile contestualizzarlo con un genere esistente dato che si tratta di un gioco con un’idea che rimane tutt’ora originale. Intanto guardate uno dei rari video che si possono trovare in rete.

TRAMA

Se tentiamo di spostarci di lato molto velocemente l'astronave tenderà ad inclinarsi

Trama? Quale Trama? Non esistente nulla di concreto ma sono una banale scusa per sparacchiarsi vicendevolmente, si parla infatti di una lotta per il controllo delle miniere in un pianeta remoto piuttosto brullo e inospitale. Siamo al servizio di una compagnia che si occupa di estrarre minerali e il nostro compito e proteggere le nostre miniere dai mercenari nemici. Si noterà subito che la trama è stata buttata lì bellamente senza perdere tempo dato che i combattimenti che affronteremo saranno tutti 1Vs1 in una location molto simile ad un’arena anche se sempre diversa e mascherata tra i canyon del pianeta.

GAMEPLAY

Pagina di selezione personaggio, da notare la scritta

Iniziando a giocare ci verrà chiesto di scegliere un personaggio tra quelli disponibili tenendo conto del fatto che quattro di loro saranno giocabili unicamente finendo il gioco (Bruce, Blade, Shapeless e una donzella dall’aria vampirica di cui non ricordo il nome). Ogni personaggio avrà in dotazione una sorta di astronave/hovercraft di cui ne esistono quattro modelli, ognuno con peculiarità differenti: il primo tipo che incontriamo assomiglia molto ad un buggy ma essendo un’ astronave vola, si sposta molto velocemente ma è dotato di armi non efficacissime come la mitragliatrice e le granate. Il secondo tipo di vascello assomiglia lontanamente ad un X-Wing di guerre stellari e spara fasci di elettricità in modo standard o concentrato, inoltre si muove davvero veloce soprattutto sui tratti rettilinei. La terza navetta è la più equilibrata anche se presenta un’arma primaria non semplicissima da gestire in quanto i proiettili sono lenti, il cannone secondario però è davvero molto efficace soprattutto contro un nemico che si avvicina frontalmente. Quarta ed ultima tipologia di nave, molto simile ad un carro armato e utilizza missili come arma primaria e un drone esplosivo come secondaria. I missili sono ovviamente molto dannosi ma l’attacco secondario davvero letale è difficilissimo da mettere a segno rendendolo quasi inutile, inoltre la velocità di spostamento è davvero bassa e aumenta il rischio di trovarsi imbottigliati in qualche canyon senza la possibilità di voltarsi. La scelta del vascello sarà vitale per il proseguimento dell’avventura in quanto alcune navi sono decisamente più efficaci di altre anche se ovviamente tutte incorrono in debolezze varie che si impareranno durante l’esperienza di gioco . Oltre al veicolo ogni personaggio ha delle statistiche proprie che ne influenzano l’efficacia, alcuni saranno più propensi al mordi e fuggi rispetto ad altri che sono dotati bonus sulla forza bruta delle armi, se si sceglierà un personaggio con mezzo pesante e particolarmente abile nel fare danni si otterrà una macchina da guerra a livello di potenza ma si avrà un deficit notevole sul movimento e sulla velocità nel mirare l’avversario. Una volta fatta la nostra scelta verremo catapultati in un’arena e un countdown ci indicherà quando inizierà lo scontro, le posizioni di partenza sono solitamente due e vengono poste in punti un pò distanti in modo da evitare di trovarsi immediatamente faccia a faccia con il nemico. Ogni navetta è dotata di  una certa integrità strutturale che può essere ricaricata raccogliendo oggetti nell’arena, stesso discorso vale per le armi i cui colpi finiscono e devono essere raccolti in giro per la mappa o mediante alcune piattaforme di rifornimento. Tanto per complicare leggermente di più sarà possibile finire il carburante e rimanere immobili in attesa di essere distrutti, nell’arena sono presenti delle stazioni di rifornimento e dei bonus da raccogliere che ci ricaricheranno il livello del propellente. Giungere alla fine del gioco è piuttosto laborioso anche se si può salvare e sono presenti i tre classici livelli di difficoltà.

GRAFICA

Qualche effetto grafico è ben riuscito

Stiamo parlando di un gioco del 1997 quindi guardandolo adesso si genera un giudizio davvero impietoso, rapportato con i tempi possiamo dire che aveva buoni livelli di dettaglio sui model delle navi e su alcune parte del terreno ma presentava una risoluzione inferiore allo standard dell’epoca e alcune sbavature grafiche a partire dai menù di gioco con scritte che passavano sopra alle immagini e giochi di luce poco riusciti. Che dire, se ci volete fare una partita preparatevi ad abituarvi ad una grafica datata e al menù di selezione dei personaggi che induce epilessia.

IMPRESSIONE FINALE

Il fatto che il gioco permetta multiple scelte di personaggio e che ognuno di essi porti con se delle statistiche uniche è decisamente positivo, il problema principale è però la ripetitività delle situazione essendo un gioco basato sui combattimenti in arena. Presumibilmente dopo qualche partita la voglia di giocare si dissiperà soprattutto se avete scelto il personaggio sbagliato e non capite qual è il modo corretto per sconfiggere un avversario spinoso. L’unlock finale dei quattro personaggi non aggiunge nulla al gioco in quanto sono dotati delle stesse navette che si possono usare fin dall’inizio, l’unica vantaggio che hanno sono le statistiche leggermente più elevate. Ultima osservazione relativa alla compatibilità: attualmente per far funzionare il gioco sarà necessario avere Win Xp e smanettare con le impostazioni di compatibilità, gli anni sul groppone rendono il gioco decisamente poco digeribile ai sistemi operativi recenti.


Mattia Camusso

 
Mattia Camusso
Good boys don't do drugs