Ghost Recon: Future Soldier – Beta Provata
Annunciato due anni or sono e poi posticipato più e più volte, Ghost Recon: Future Soldier sarà finalmente sui nostri scaffali il 24 maggio. Per ingannare l’attesa, vi proponiamo la nostre impressioni sul multiplayer competitivo del gioco che abbiamo potuto testare tramite la Beta Multiplayer aperta da qualche giorno daUbisoft. Vi ricordiamo che l’accesso alla Beta è riservato ai possessori di Sprinter Cell Convinction o a coloro che abbiano ricevuto online i codici di accesso.
Il soldato del futuro
Avviata la Beta, le uniche modalità selezionabili nel menù principale sono la ricerca delle partite online, le Sfide e il pannello di personalizzazione del personaggio. Decidiamo di dare subito un’occhiata a quest’ultimo e ci troviamo cosi di fronte ad un’immagine a figura intera di quello che sarà il nostro avatar che imbraccia il suo fucile con aria spavalda. Notiamo immediatamente che è possibile selezionare fra due fazioni: la Squadra Ghost, che non ha certo bisogno di presentazioni, e la Bodark, una squadra speciale di origine russa (come si evince dal caratteristico accento e dall’uso di determinate parole durante i match.) Decidiamo di giocare come “Fantasmi” e iniziamo a “pasticciare” con l’Editor scoprendo che il gioco adotta un sistema di classi che si differenziano fra loro per tipo di armamento e gadget disponibili. Le classi giocabili sono 3: Fuciliere, Geniere e Scout. Il Fuciliere è il soldato d’attacco ed è specializzato nell’utilizzo di fucili d’assalto e mitragliatori pesanti che lo rendono un avversario temibile alla breve e media distanza. Essendo lo specialista degli assalti, egli è inoltre dotato di un giubbotto antiproiettile che gli garantisce una maggiore resistenza ai colpi, anche se lo rende un po’ più lento delle altre due classi. Il Geniere è un combattente specializzato nella rilevazione dei nemici che può stanare grazie all’utilizzo di droni (chi ha giocato ai precedenti Advanced Warfighter se li ricorderà senz’altro) e speciali “granate radar” che una volta lanciate forniscono una scansione dell’area presa di mira per una decina di secondi. Ulteriore particolarità del Geniere è quella di possedere uno speciale sensore in grado di avvisarlo quando un avversario lo sta tenendo sotto tiro, abilità utile ma che non garantisce la sopravvivenza sul campo di battaglia. Le sue armi predilette sono i fucili a pompa e le mitragliatrici leggere. Lo Scout infine non è altro che il classico cecchino ed quindi la classe prediletta di chi ama colpire dalla distanza in maniera precisa e letale. La sua dotazione comprende un sistema mimetico che si attiva quando il soldato è immobile e che lo rende invisibile all’occhio nudo ma non ai sistema radar. Sparare o muoversi fa ritornare immediatamente visibili ma per una classe che fa del “camperaggio” il suo giocoforza questa abilità risulta estremamente utile.
La nostra scelta ricade sul Fuciliere e iniziamo cosi ad esplorare in maniera più approfondita il complesso editor delle armi. Le armi sbloccabili per ogni classe – nella Beta almeno – sono solo 6. All’inizio la nostra scelta è limitata a due sole armi, dato che le altre vanno sbloccate salendo di livello tramite l’ormai immancabile sistema di punti esperienza. Selezionato il nostro fucile ACR entra in gioco il sistema di personalizzazione denominato “Gunsmith” che ci permette di scegliere pezzo per pezzo le varie componenti della nostra arma. Grilletto, canna, organi di mira, caricatore, sono solo alcuni esempi di ciò che è possibile modificare. Ovviamente ogni variazione va influire sulle prestazioni dell’arma prescelta dando la possibilità al giocatore di creare la propria bocca da fuoco perfetta. Una volta configurata l’arma a nostro piacimento la proviamo nello speciale poligono di tiro accessibile premendo il tasto Start. Soddisfatti dalla performance del nostro fucile, diamo un’ultima sistemata all’equipaggiamento. Selezioniamo una pistola fra le armi secondarie, scegliamo come tipo di granata quello a frammentazione e siamo pronti allo scontro!
Tutti per uno
Lanciando la ricerca online scopriamo che la Beta mette a disposizione un solo tipo di partita e due mappe sulla quale provarla. La modalità digioco è chiamata Conflitto e incentra lo svolgimento delle partite su match Ghost vs Bodark in cui lo scopo da raggiungere è il completamento di alcuni obiettivi che, in un arco di tempo di 15 minuti, vengono disseminati a caso sulla mappa. La vittoria è della fazione che alla fine del tempo è riuscita ad accumulare più punti. I fan della serie sapranno certamente che la differenza fra Ghost Recon ed altri sparatutto è che quando si affronta l’online il gioco di squadra è essenziale per vincere: come in uno scontro vero, ogni soldato deve fare la sua parte. Nella nostra prima partita, giocata fra i boschi della grande mappa Mulino, ci rendiamo subito conto che da questo punto di vista, Future Soldier mantiene fede alla tradizione. Appena entrati facciamo un po’di fatica a districarci nell’Hud di gioco che, fra minimappe, contatori delle munizioni, icone dei compagni e degli obiettivi, risulta molto affollata ma bastano pochi minuti che prendiamo subito dimestichezza. In breve ci troviamo a constatare che l’aggirarsi da soli per la mappa si risolve nella maggior parte dei casi in una morte rapida. La vegetazione presente in Mulino è una manna dal cielo per i cecchini che rimangono in paziente attesa di colpire i loro i bersagli. Iniziamo quindi a muoverci a fianco dei nostri compagni i ripari grazie al sistema di copertura che svolge ottimamente il suo lavoro. Per meglio ripararsi dal fuoco nemico durante gli spostamenti da un riparo all’altro è possibile scegliere anticipatamente, con l’utilizzo di un cursore, verso quale riparo correre ed effettuare quindi un rapido scatto. Usando questo sistema riusciamo ad attraversare un ponte che ci separa dal nostro attuale obiettivo, un cassa di rifornimenti da recuperare dalle mani del nemico. Un Geniere al nostro fianco sposta il suo drone sopra la cassa dando la possibilità a tutta la squadra di scorgere i nemici sulla mappa. Sapendo anticipatamente la posizione del nemico balziamo fuori da dietro il muretto che stavamo usando come copertura e ci scagliamo contro i nemici lanciando al contempo una granata. Per evitarla, uno degli avversari si scopre e una nostra rapida raffica non gli lascia scampo. Quando siamo ormai vicini alla cassa, uno Scout ci prende di mira colpendoci in maniera però non letale. Con un colpo di fortuna riusciamo ad eliminarlo sparandogli contro con la zoomata in prima persona. Un nostro compagno fuciliere che ci ha fiancheggiato durante l’assalto inizia a “lavorare” il sistema elettronico della cassa di munizioni, ma mentre siamo li veniamo accecati da una granata flashbang ed eliminati da un nemico armato di mitra pesante.
L’attacco è fallito, ma grazie al sistema di respawn che permette di “ritornare” al punto base o a fianco ad un compagno, a patto che non sia impegnato in combattimento oppure esposto aisistemi radar nemici, effettuiamo il rientro a fianco di un compagno Geniere e riprendiamo l’assalto. La partita scorre via fra un combattimento e l’altro, tutti farciti di momenti in cui si benedice il proprio compagno che vi ha aiutato fornendovi copertura o tirandovi su da terra quando siete feriti. Quando iniziamo la nostra seconda partita, questa volta nella mappa Condotto, un complesso industriale situato in mezzo a delle baracche, sappiamo già come comportarci per essere utili alla squadra. La curva di apprendimento ci ha già permesso di apprendere tutti i movimenti effettuabili dal nostro personaggio, che è molto più agile delle sue controparti passate. Ora è possibile lanciarsi a terra rapidamente compiendo una mezza capriola, scavalcare rapidamente un ostacolo e lanciarsi in scivolata premendo con il giusto tempismo il tasto per abbassarsi durante uno scatto. Dopo alcune partite abbiamo accumulato abbastanza punti esperienza da essere saliti di livello e questo ci fa perdere di nuovo nei meandri del sistema Gunsmith per provare nuove combinazioni per la nostra arma. Mai come prima d’ora è un piacere sprecare tempo nell’armeria.
Una buona connessione per vincere la guerra
Parlando dell’aspetto tecnico di questa Beta c’è da dire che la grafica di gioco non fa di certo gridare al miracolo. Le texture delle mappe appaiono a volte slavate e gli effetti di spari ed esplosioni sono piuttosto anonimi. Nulla da eccepire sui modelli poligonali e le animazioni dei personaggi che sembrano aver perso la tipica “legnosità” di cui molti si lamentavano giocando ai due scorsi Ghost Recon. La struttura delle mappe si presta molto alla natura tattica del gioco, anche se Condotto non risulta molto in linea con lo stile tipico della serie che ci ha da sempre abituato a scontri in ambienti molto vasti. L’audio riproduce in maniera adeguata il suono delle raffiche di mitra con effetti sonori nella norma. Purtroppo un tarlo risiede nel netcode che è afflitto da problemi fastidiosi. A volte capita che la ricerca delle partite fallisca o che la connessione ai server Ubisoft venga annullata. Alcune partite filano liscie come l’olio, mentre altre sono funestate da rallentamenti che impediscono un normale svolgimento della partita e costringono, nei casi più estremi, ad abbandonare la sessione. Certo si tratta pur sempre di una beta, quindi può darsi che tali problemi di connessione siano relativi solamente a questa versione di prova, risalente ad un periodo in cui il gioco non era ancora in fase di rifinitura.
Impressioni
A parte i problemi di connessione, che speriamo spariscano nella versione finale, Ghost Recon: Future Soldier ci ha pienamente convinto del suo potenziale. Il gameplay risulta sicuramente più “frenetico” che in passato, a causa dell’intoduzione delle coperture, ma senza sacrificare il lato tattico che da sempre caraterizza la serie. L’Editor delle armi è sicuramente fantastico e sospettiamo che d’ora in poi un simile livello di personalizzazione comparirà in molti altri titoli. Peccato per la mancanza di qualche modalità “a vita singola” che avrebbe permesso di valutare ancora meglio la profondità tattica del titolo. Ci consoliamo sapendo che manca comunque poco all’uscita del titolo che, se dotato di un buon comparto single player e cooperativo, potrebbe diventare un nuovo “must have” del genere sparatutto tattico.
















