NBA 2K12 – Recensione
Dettagli Gioco
Genere: Simulazione Cestistica, SportivoPunti di Forza:
Riesce a migliorare il predecessore sotto molti aspettiopo aver polverizzato tutti i record di vendita con Nba 2k11 e aver ottenuto un riscontro unanime di pubblico e critica, 2k Games e Visual Concept non sono rimaste sedute sugli allori, ma hanno continuato a lavorare per migliorare e rendere ancora più ricca questa edizione 2012 della simulazione di basket per eccellenza. Pur non [...]
opo aver polverizzato tutti i record di vendita con Nba 2k11 e aver ottenuto un riscontro unanime di pubblico e critica, 2k Games e Visual Concept non sono rimaste sedute sugli allori, ma hanno continuato a lavorare per migliorare e rendere ancora più ricca questa edizione 2012 della simulazione di basket per eccellenza. Pur non essendo una rivoluzione Nba 2K12 continua la tradizione positiva della serie, limandone alcuni difetti e arricchendo ulteriormente la già vasta offerta della passata stagione con nuove funzioni e modalità. Andiamo ad analizzarle una ad una.
Stile Televisivo
Il primo impatto con Nba 2K12 è sbalorditivo. Lo stile adottato già a partire dai menu ricorda istantaneamente quello televisivo, pulito e allo stesso tempo spettacolare. Nonostante la grande mole di informazioni che ogni schermata mette a disposizione del giocatore si ha sempre la sensazione di avere tutto sotto controllo, inoltre in qualunque momento toccando la levetta destra si può far apparire il menu di navigazione principale che ci mette a disposizione una serie di scorciatoie per rendere il passaggio da un menu all’altro più istintivo. La grande novità di questa edizione è rappresentata dalla nuova modalità Leggende dell’Nbache ci permette di giocare una serie di quindici partite storiche che ci permettono di sbloccare una volta vinte i relativi team e giocatori. La modalità gode di un commento personalizzato che ci ricorda come andò realmente a finire la partita che stiamo giocando e di filtri grafici che ci riportano indietro nel tempo e ripropongono la qualità video dell’epoca in cui si è tenuta la partita, quindi, per fare qualche esempio, si ha una visuale completamente in bianco e nero per gli anni sessanta e una qualità video piuttosto granulosa e poco nitida per le partite anni ’80.
I giocatori leggendari e le loro squadre sono riprodotti nei minimi particolari sia nell’aspetto che nelle divise originali, il rooster comprende molti mostri sacri dell’NBA come Michael Jordan, Magic Johnson, Kareem Abdul-Jabbar, Larry Bird. Lo stile di gioco adottato in questa modalità risulta più arcade e meno simulativo rispetto a quello presente nelle partite ambientate ai giorni nostri, probabilmente tale differenza è dovuta al fatto che l’intera modalità si configura come un gradito omaggio ai tempi che furono e gli sviluppatori hanno preferito un approccio meno impegnativo e più immediato.
Dinastia
Andiamo a parlare del cuore pulsante dell’intera esperienza: la modalità Associazione. I giocatori troveranno anche quest’anno tutte le opzioni a cui la serie li ha abituati e possono gestire autonomamente tutti gli aspetti che riguardano la propria squadra, a partire dal quintetto titolare fino ad arrivare alla osservazione di nuove promesse passando per rinnovi contrattuali, scambi, programmi di allenamento e chi più ne ha più ne metta. Il giocatore può in qualunque momento delegare ognuno di questi compiti ai propri collaboratori, quindi anche chi vuole solo seguire certi aspetti della propria squadra non ha alcun motivo di spaventarsi di fronte all’infinito numero di statistiche ed opzioni che il gioco mette a sua disposizione. Gradita novità è rappresentata dalla possibilità di creare vere e proprie stagioni online con tutte le trenta squadre controllate da altrettanti giocatori.
Anche la modalità My Player non è rimasta esente da miglioramenti, in Nba 2K12, oltre a poter come di consueto creare il proprio giocatore e farlo evolvere faticosamente fino ai massimi livelli, si può prendere il controllo di un giocatore già affermato e portare avanti la sua carriera completando gli obiettivi individuali o di squadra che il gioco ci propone di partita in partita. L’introduzione di questa possibilità permette un nuovo approccio “più leggero” e meno impegnativo alla modalità rendendola adatta anche a chi vuole vestire i panni di un giocatore NBA, ma trova noiosa tutta la parte relativa alla crescita delle statistiche e all’allenamento del giocatore creato.
Sul Parquet
Una volta scesi in campo ci si accorge del buon lavoro compiuto dagli sviluppatori in termini di semplificazione dei controlli di gioco al fine di rendere accessibile NBA 2K12 anche ai giocatori che magari si avvicinano alla serie per la prima volta. Pur mantenendo invariato il numero di comandi a disposizione, Nba 2k12 ne ha semplificato notevolmente l’esecuzione rendendo tutto più fluido e meno macchinoso senza però andare ad intaccare la profondità simulativa che da sempre caratterizza la serie. A livello di bilanciamento si nota un maggior equilibrio tra attacco e difesa e un maggior controllo sui movimenti degli arti dei giocatori, grazie ad un utilizzo della levetta analogica destra del joypad a dir poco magistrale che ci permette di muovere le braccia e spingere il giocatore avversario in fase difensiva e di calibrare alla perfezione i tiri nella fase offensiva.
L’aderenza con la realtà è aumentata da uno stile molto televisivo, con replay ed interruzioni informative tra un quarto e l’altro della partita che ci aggiornano sulle notizie dagli altri campi e analizzano le nostre prestazioni. Anche in questo caso si deve comunque segnalare l’elevato numero di opzioni a disposizione del giocatore che permette ad ognuno di trovare lo stile di gioco adatto alle sue preferenze sia esso arcade o estremamente simulativo. Infine gli sviluppatori hanno introdotto il Training Camp, un modo intelligente e divertente per imparare il nuovo sistema di controllo e allo stesso tempo assistere a sfide impossibili tra giocatori odierni e vecchie glorie dove ci vengono proposti una serie di obiettivi e movimenti da portare a termine culminanti con uno scontro uno contro uno.
Wysiwig
Il lavoro svolto da Visual Concept dal punto di vista tecnico si è concentrato sul limare le piccole imperfezioni che esistevano nel sistema di collisione tra i vari giocatori. L’impatto grafico generale si rivela molto più pulito e le animazioni sono fluide e davvero splendide da guardare. La fisica della palla è stata ulteriormente migliorata e adesso si ha ancor di più la sensazione che rappresenti un elemento staccato dal corpo del giocatore che la controlla. Guardando il pelo nell’uovo si potrebbe notare un pubblico un po’ più squadrato e meno dettagliato, ma si tratta di una semplice impressione. Il commento in lingua Inglese è ben fatto e riesce sempre a sottolineare le azioni su schermo in maniera tempestiva e interessante, arricchito anche dalla presenza di Steve Kerr che si va ad aggiungere ai commentatori storici. La colonna sonora a base di Hip hop e Rap è come sempre azzeccata e ben si adatta al tenore del gioco. Chiudiamo la nostra analisi con una “comunicazione di servizio” che riguarda le rose e il draft al momento non ancora aggiornate a causa del lockout che si sta protraendo negli Usa impedendo alla stagione di decollare. Siamo sicuri tuttavia che 2K pubblicherà non appena possibile un DLC che aggiornerà le rose alla stagione in corso.
Commento Finale
Nba 2k12 – Recensione
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